Che cosa è l’agricoltura in conversione?

Le informazioni riportate in questa sezione hanno carattere generico e non hanno in alcun modo pretese scientifiche ne l'obbiettivo di sostituire il parere di specialisti

Tutte le aziende che decidono di passare all’agricoltura biologica devono affrontare un periodo di “conversione” nel quale, pur rispettando tutti i criteri previsti dalla normativa, non può commercializzare il prodotto come biologico. 

Il periodo di conversione varia dalla specie di pianta coltivata e si aggira intorno ai 2-3 anni. Questo periodo è un’occasione per l’azienda per valutare costi e benefici del passaggio al biologico ed eventuali cambiamenti organizzativi e strutturali.

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Ma a cosa serve una certificazione biologica?

Molti agricoltori coltivano (o sostengono di coltivare) prodotti in modo “naturale”, evitando pesticidi chimici e attuando le pratiche comuni nel biologico ma non hanno certificazione. In questo caso il prodotto non può essere commercializzato come biologico.

La certificazione biologica è indispensabile per garantire che la filiale di produzione del prodotto avvenga in modo controllato, seguendo solo procedure ammesse, e quindi dare la possibilità al consumatore di scegliere un prodotto biologico al 100%.

Perché comprare un prodotto in conversione?

I prodotti di un’azienda in conversione sono a tutti gli effetti coltivati seguendo la normativa prevista per il biologico ma in attesa di certificazione. Sono quindi prodotti privi di pesticidi equiparabili a un prodotto biologico a tutti gli effetti ma la garanzia finale sarà l’approvazione da parte degli enti di competenza della certificazione biologica.  

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